

Un totale di ben 22 animali, di cui 21 ancora vivi e ricoverati al Centro di Cetacea sono stati trovati spiaggiati oppure in difficoltà in pochi centimetri d’acqua, avvistati da bagnini o bagnanti.
Tutte le pazienti sono simili, molto piccole (un anno di età) e talmente incrostate di balani (crostacei parassiti) da averne anche sugli occhi e persino sulla lingua. Alcune poi mostrano difficoltà di nuoto, perchè la pelle delle zampe è “irrigidita” da questi crostacei.
Non si spiega cosa possa causare questi casi. Il fenomeno viene descritto come Debilitated Turtle Syndrome, cioè molto semplicemente la Sindrome delle Tartarughe debilitate. E’ stato individuata e studiata già da diversi anni, per esempio in Florida e in Georgia, negli USA. Fondazione Cetacea ha già contattato ricercatori americani per uno scambio di informazioni. Sebbene però individuata e studiata, non si conoscono le cause di questa sindrome.
E’ un bell’enigma, di difficile soluzione. Quello che è certo che ora tutte le tartarughine sono in ripresa, nella vasche dell’Ospedale delle Tartarughe, e quella ritrovata a Numana il 30 giugno è già tornata in mare, sempre a Numana, la settimana scorsa. Per le altre, una degenza più o meno lunga, e poi il ritorno alla libertà, da qui a settembre. A loro è andata bene, quante altre là fuori non avranno avuto la loro stessa fortuna?
Tutte le pazienti sono simili, molto piccole (un anno di età) e talmente incrostate di balani (crostacei parassiti) da averne anche sugli occhi e persino sulla lingua. Alcune poi mostrano difficoltà di nuoto, perchè la pelle delle zampe è “irrigidita” da questi crostacei.
Non si spiega cosa possa causare questi casi. Il fenomeno viene descritto come Debilitated Turtle Syndrome, cioè molto semplicemente la Sindrome delle Tartarughe debilitate. E’ stato individuata e studiata già da diversi anni, per esempio in Florida e in Georgia, negli USA. Fondazione Cetacea ha già contattato ricercatori americani per uno scambio di informazioni. Sebbene però individuata e studiata, non si conoscono le cause di questa sindrome.
E’ un bell’enigma, di difficile soluzione. Quello che è certo che ora tutte le tartarughine sono in ripresa, nella vasche dell’Ospedale delle Tartarughe, e quella ritrovata a Numana il 30 giugno è già tornata in mare, sempre a Numana, la settimana scorsa. Per le altre, una degenza più o meno lunga, e poi il ritorno alla libertà, da qui a settembre. A loro è andata bene, quante altre là fuori non avranno avuto la loro stessa fortuna?
Quelle ancora ricoverate sono:
- Sebastian
- Elisa
- Marina
- Franca
- Orione
- Stefania
- Mirella
- Carlotta
- Alda
- Tolly
